Bruno Ceselin è l’artista del frammento. Il suo occhio osserva un mondo frenetico che muta incessantemente, dominato da una natura sfuggevole. L’artista ricompone sulle tele i “flash” di questa esistenza che non permette più una visione d’insieme e unitaria, ma opera  all’interno d’una dimensione da noi ormai parzialmente riconoscibile. La realtà è presente quel tanto che basta, la visione non  dura che pochi attimi e già sfuma in contorni incerti.È la sconosciuta dimensione del tempo che affascina il pittore, un tempo che lascia l’indelebile segno del suo passaggio su ogni cosa animata e inanimata.... A rendere questa suggestione, sono la tecnica pittorica ed i materiali impiegati dall’artista, elemento che rafforza l’effetto  materico. I dipinti, al limite del monocromatico, giocati preferibilmente sui toni del seppia, tendono a restituire l’effetto di un  muro scrostato o sporcato dall’azione di elementi estrinseci, siano essi stati compiuti dalla mano dell’uomo o dalla natura. La  componente che rende vitale la tela è la luce, presa in prestito dall’etetica fotografica delle sperimentazioni a cavallo tra la fine  dell’800 e gli inizi del “900” a cui tutti rendiamo il merito di possedere un elegante fascino: le “sue fotografie” dalla  composizione semplice, sembrano scattate in punta di piedi, per non disturbare e portano con se la suggestione inquietante delle cose appena abbandonate, che tuttavia testimoniano la presenza dell’uomo.                                                                   Dott.ssa Miriam Giustizieri                                                                                  Novara
SILENZIO ED EVOCAZIONE NELL’ARTE DI BRUNO CESELIN di Simone Fappanni La pittura di Bruno Ceselin si ammanta di un silenzio assoluto, gravido d’attese, nel quale la figura umana non è quasi mai  raffigurata, seppure l’artista è in grado d’eseguire con estrema disinvoltura affascinanti e seduttivi nudi o articolare complessi  studi posturali che vedono protagoniste giovani e misteriose donne, ma la cui presenza si avverte in maniera inequivocabile. E sta proprio in questa sorta di evocazione la chiave di volta dell’impianto meta-narrativo dell’artista milanese, capace di  tracciare orizzonti immaginifici nei quali il pensiero e lo sguardo si perdono ad libitum. Come un sottile soffio di vento, nascono, quasi per incanto, degli scenari caratterizzati da un sommovimento che, poco a poco, prende vigore, manifestandosi mediante  scelte coloristiche avvincenti e assolute. Ceselin attua un’interessante spostamento concettuale, per cui ogni frammento del  quotidiano diventa forma pura e assoluta, traducendosi in una partitura pigmentale che scandisce l’intensità luministica. Ciò  risulta ancora più vero ponendo mente a quegli scenari post-industriali che Bruno dipinge con estremo trasporto, sondando, con il segno e il colore, dettagli plastici coinvolgenti, come lo sono parimenti, le iscrizioni che il pittore aggiunge a numerosi suoi  lavori e che sono non un elemento accessorio del lavoro, ma parte integrante dello stesso.
Dicono di lui....